Permapicoltura in Warré

Frequentando gli orti cittadini ho scoperto tante filosofie sottostanti l’agricoltura, quella intensiva, quella sinergica, quella antroposofica, quella della permacultura, quella biodinamica ed altre ancora.

Anche nell’ambito dell’apicoltura ho visto atteggiamenti diversi, ma il più comunee è l’apicoltura razionale a telaio, finalizzata ad una alta produzione di miele e polline.

Molti apicoltori però sperimentano anche tecniche apistiche diverse tipicamente a barrette top-bar che permettono alle api di  costruire il favo così come fanno di solito in natura.

Cercare di emulare la natura seguendone i modelli organizzativi, applicarne principi ecologici e sinergici e tutte quelle caratteristiche presenti in un ecosistema incontaminato è tipico dell’agricoltura permanente (permacultura), sulla base degli stessi concetti l’argentino Oscar Perone ha coniato il termine permapicoltura ed ha creato la sua arnia cercando di emulare il comportamento in natura delle api.

Emile Warré cinquant’anni prima ha fatto la stessa cosa giungendo praticamente alle medesime conclusioni, realizzando però un’arnia più piccola per dimensioni ma con gli stessi principi di funzionamento.

Non è quindi un caso che in Francia, terra di origine del suo inventore, si usino le arnie Warré in ambito permaculturale.

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Incerare i moduli della Warré

Un modo per isolare l’interno dell’arnia e permettere un’ottima dispersione dell’umidità è quello di impermeabilizzare le pareti interne nelle arnie.

Warré non aveva previsto questa specifica attività, forse perché è una cosa aggiuntiva e costosa (la cera costa cara), ma se durante il processo di realizzazione degli inviti sotto le barrette top-bar vi è avanzata della cera, potete usarla per creare un sottilissimo strato isolante nei moduli.

La cera ha due effetti:

  • attira e facilita le api a famigliarizzare con l’arnia
  • permette all’umidità di attaccarsi alle pareti e scivolare sul fondo

La cera viene passata sia sulle pareti che sulle giunture.
Una volta cosparsa col pennello, può essere rimossa la cera in eccesso con una spatola.

E voi, usate questa tecnica nei moduli Warré ? E nelle vostre arnie DB ?

Preparare le barrette portafavo (top-bar)

Il primo passo per allestire l’arnia Warré è predisporre i porta-favo, ecco una piccola guida.

Warré l’abate scriveva:

«Ogni modulo deve contenere otto portafavo. Questi portafavo hanno le seguenti dimensioni: 9 x 24 x 315mm. I portafavo sono fissati sulle scanalature con una piccola punta metallica,  come quelle che usano i vetrai. Questi porta-favo sono poi distanziati di 3,6 cm da centro a centro. Ai lati di ciascuno di essi c’è uno spazio di 1,2 cm per il passaggio delle api. Vi è pure una distanza di 1,2 cm tra il portafavo esterno e la vicina parete. Questo passaggio permette la costruzione completa dei favi.»
(tratto da “L’apicoltura per tutti” – per gentile concessione di Ed.Montaonda, Pag. 85)

Detto più semplicemente: il modulo dell’arnia del popolo ha una “luce” interna di 30cm e all’interno si posizionano otto barrette portafavo (in inglese “top-bar”). Lo spazio tra una barretta e l’altra e le pareti dovrebbe essere secondo Warré di 1,2 cm.

Il processo è il seguente:

  1. Prendere le misure e predisporre i chiodi
  2. Fare gli inviti di cera
  3. Riposizionare le barrette pronte

Le barrette vengono prima posizionate per verificare le dimensioni [Fig.1], poi temporaneamente inchiodate [Fig.2].Successivamente vengono tolte e preparate con gli inviti.

Ecco l’occorrente per preparare le barrette da mettere nei moduli:

  • blocco di cera (bastano 200 gr per 96 barrette = 2 arnie)
  • pennello
  • vecchio pentolino per sciogliere la cera
  • una o due barrette da usare come guida
  • bicchiere d’acqua fredda
  • taglierino/cutter

Per poter mettere la cera col pennello, è necessario avere due barrette: quella su cui creare l’invito e quella da usare come guida. Quella che si usa come guida conviene bagnarla con uno straccio molto umido in modo che la cera non si attacchi alla guida ma solo alla top-bar.

Il numero di pennellate di cera liquida determina lo spessore dell’invito.

Le barrette qui fotografate hanno una scanalatura centrale che può essere usata o per far meglio aderire la cera liquida o per inserire un foglio cereo acquistato e poi fissato con una pennellatina di cera.
Noi abbiamo adottato la tecnica più semplice che richiede l’uso della cera in blocco.

I passi da seguire sono:

  1. sciogliere la cera e tenerla calda (ma non deve bollire, una volta ben scaldata si può spegnere il fuoco perchè rimarrà calda per fare almeno 40 barrette) [Fig.2,3,8]
  2. bagnare con l’acqua la barretta-guida e posizionarla perpendicolarmente alla barretta su cui creare l’invito [Fig.4]
  3. passare col pennello sulla barretta facendo più passate [Fig.5]
  4. aspettare qualche istante, nel frattempo predisporre la seconda barretta
  5. appena asciutta, staccare la cera dalla barretta-guida [Fig.6]
  6. ripetere fino termine delle barrette
  7. con il cutter rifinire le barrette
  8. recuperare la cera tagliata e rimetterla nel pentolino

A questo punto, avendo già messo i chiodini ed avendo tagliato le teste con una tenaglia per permetterne l’uscita, avendo numerato le barrette portafavo ed avendo messo la cera, le barrette possono essere semplicemente posizionate nei moduli.

Inizia l’esperienza Warré, le arnie sono arrivate!

Abbiamo ordinato due arnie per farvele vedere, per descriverle e prepararle insieme!
Le due arnie hanno queste caratteristiche:

  • 1 arnia standard, fondo standard, moduli senza finestre – costo 110€
  • 1 arnia plus, fondo anti-varroa, moduli con finestre – costo 128€
  • 2 nutritori warré – costo 32€ (16€ cad.)
  • 10 barrette top-bar aggiuntive rispetto alle 48 già presenti – costo 3€
  • Totale spesa 318,80 IVA e spese di consegna a domicilio incluse

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Come scegliere la giusta Warré ?

L’abate Warré aveva pensato alcune varianti della sua classica “arnia del popolo” nel caso l’apicoltore   decidesse di fare miele in favo, una produzione commerciale oppure casalinga, ma sostanzialmente i moduli principali dell’arnia non prevedevano grosse variazioni.

Nei decenni molti hanno cercato di apportare delle migliorie o semplicemente trasportare degli accessori dell’apicoltura a telaino nell’apicoltura top-bar Warré.

Quando si decide di affrontare l’acquisto o la costruzione dell’arnia ci si trova davanti a tante possibili varianti, eccone alcune.

Il modulo

observation-windows[1]L’unica vera differenza tra moduli in Warré è dovuta alla presenza/assenza di finestre d’osservazione.
Warré previde le finestrelle, ma non vengono neppure mai citate nella tecnica apistica quindi si può dire che sia un mero accessorio estetico per quegli apicoltori che hanno bisogno di guardare dentro.La scelta delle finestre è una mera preferenza personale.

Il tetto

tetto Warré piattoIl tetto dell’arnia fu previsto da Warré di due tipi, quello a spiovente o quello piatto.
Il primo è più costoso (da realizzare e da comprare) ma garantisce una miglior caduta della pioggia e della neve lontano dalle pareti dell’arnia oltre ad essere più bello; ciò garantisce anche una vita più lunga all’arnia.

Quello piatto è più economico, forse meno appariscente ma comunque garantisce una protezione dell’arnia ottimale ove il clima non sia freddissimo o molto piovoso.

Esistono anche tetti con rivestimenti metallici a seconda delle proprie condizioni meteorologiche.

Il fondo
Fondo AntivarroaAbbiamo visto almeno tre tipi diversi di fondo: quello classico, quello anti-varroa e quello “HappyKeeper”.
Il primo è quello previsto da Warré e permette alle api di entrare/uscire senza difficoltà.
Il secondo permette un miglior conteggio della varroa ed anche l’ispezione del posizionamento del glomere durante l’inverno poiché permette di estrarre le scorie sul fondo senza aprire l’arnia e valutarne i costituenti.
Il terzo fondo, non comune in Italia, è un fondo a tubolari che dovrebbe permettere una miglior aereazione dell’arnia abbattendo così notevolmente la varroa.

Noi abbiamo visto varie tecniche per il conteggio della varroa anche senza fondo, semplicemente infilando un foglio A3 spennellato di vasellina tra il modulo inferiore e il fondo classico.. questo alzando di 3mm un lato dell’arnia e quindi senza creare grossi disturbi alle api anche in inverno, il fondo anti-varroa è quindi un accessorio comodo ma non strettamente necessario.

Le barrette

top-bar warré con inviti in legnoFerma restando l’intenzione di usare le top-bar e non i telaini, abbiamo visto barrette sagomate con la “vela” di invito realizzate in legno, oppure barrette realizzate con dei tagli per poter infilare pezzi di fogli cerei o le classiche barrette liscie su cui fare la vela di cera. La scelta della top-bar quindi diventa un fattore soggettivo seppur la cosa migliore per le api sia quello di usare degli inviti in cera naturale, si può senza dubbio optare per la soluzione in base alla propria disponibilità economica.

Ricordiamoci comunque di usare cera non trattata per gli inviti se vogliamo fare miele biologico.

Spaziatura tra barrette

BarrettePer spaziare le barrette esistono degli appositi spaziatori in metallo per le top-bar warré, ma si può anche solo mettere un chiodino e fare una piccola fessura a metà della barretta per una corretta divisione tra top-bar. Fatta una volta vale per sempre, si può anche optare per l’acquisto dello spaziatore e usarlo per fissare i chiodini.

Ribattitura inferiore del modulo

Normalmente i moduli hanno il bordo superiore ribattuto per poter ospitare le barrette, ciò non impedisce di ribattere anche il fondo inferiore per garantire una minor propolizzazione tra moduli e facilitare in la fase di separazione degli stessi.

Sistemi di trattenuta

DSCF2015+%25283%2529[1]In ambienti ventosi o dove gli spazi sono ristretti o per necessità specifiche, a volte è necessario bloccare i moduli tra loro. Alcuni usano una fascia a stringere che fanno passare sotto il tetto e sotto il fondo, altri usano dei chiodi laterali a cui inframezzano un filo di ferro elastico per trattenerle tra loro.

Nutritori
Particolare nutritore warré
Warré disegnò un tipo di nutritore ma ne esistono anche a tasca da inserire nel modulo. Personalmente considero il nutritore una cosa “temporanea” pertanto non influenza l’acquisto dell’arnia, è quindi un semplice accessorio che si rende talvolta necessario.

Tipo di legno

817351907-larice-primavera-alpi-luce-del-sole[1]Uno dei costi maggiori nella fabbricazione delle arnie è il materiale. L’apicoltore oculato potrebbe usare legno di riciclo di vario spessore ricordando solo di mantenere invariate le dimensioni interne dei moduli e la distanza tra le barrette.

In Italia le arnie economiche sono realizzate in legno di pino, richiedono quindi una protezione dagli agenti atmosferici altrimenti non durano a lungo. In Francia si usa il legno di larice di bosco (attenzione, non il larice di prato!). Alcuni usano anche il legno castagno, ma è decisamente pesante.

Qualsiasi sia la scelta del legno, l’importante è che non sia trattato o verniciato se non con materiali per apicoltura.

Montaggio

img_0413[1]Esistono varie metodologie di assemblaggio delle arnie. Con viti, chiodi o colla o con incastri semplici o a coda di rondine. Sono da preferire viti inossidabili e buoni incastri. Diffidate delle colle.