Come popolare di api una Warré

La stagione sta per iniziare e dobbiamo mettere le api nella nostra arnia Warré, come fare ?

Le api si possono ottenere in vari modi, vediamo quindi un breve riepilogo su come trovare le api e le principali tecniche per inserirle nella warré.

Api su telaio

In Italia nella maggior parte dei casi le api sono commercializzate su telai di tipo DB, in particolare si vendono le famiglie su 5 telai (3 di covata con api + 2 di miele + 1 regina, questi numeri possono variare e così anche il prezzo).

Tecnica di inserimento: taglio del favo, adattamento del telaio, inserimento.

Vantaggi: api già abituate con favi già disponibili; scorte e covata già disponibili; facili da reperire sul mercato; facile verificare lo stato di salute delle api guardando i telai; provenienza certa delle api e certificato veterinario.
Svantaggi: i telai ed i favi devono essere tagliati per poterli adattare alla warré; se ci sono malattie nella covata, nella cera o nel legno queste si portano nella nuova arnia; presenza di fogli cerei con cera da verificare.

Pacco d’api

E’ possibile acquistare le api in pacchi, solitamente da 1,5 Kg in un contenitore con dentro una regina (spesso ingabbiata).

Tecnica di inserimento: versare le api nell’arnia e nutrire.

Vantaggi: nessuna necessità di tagliare/smontare i telai e maneggiare i favi; facile svuotare il pacco nell’arnia; si possono acquistare da allevatori di regine e farsele spedire; provenienza certa delle api con certificato sanitario.
Svantaggi: difficile verificare lo stato delle malattie; le api solitamente non hanno miele nella borsa melaria quindi sarà necessario nutrirle; poca propensione a costruire favi.

Sciame naturale

E’ possibile prelevare anche gli sciami fuoriusciti da altri alveari per metterli in arnia ed è anche possibile comprare api di sciamatura.

Tecnica di inserimento: per scuotimento o con la tecnica del lenzuolo.

Vantaggi: alta propensione alla costruzione di favi e al lavoro; ridotta carica di malattie; facilità di inserimento; scorte di miele presenti nella borsa melaria.
Svantaggi: sciami difficili da reperire; difficile verificare le malattie; solitamente non hanno certificato veterinario; propensione alla sciamatura delle regine.

Ecco un esempio di come popolare una warré con uno sciame naturale.

Avete messo i favi a caldo ?

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Warré nel suo libro “L’apicoltura per tutti” scrive:

“Nella posizione a caldo i favi sono perpendicolari alle pareti di destra e di sinistra dell’arnia. Con questa disposizione l’aria che arriva dall’ingresso si scontra con i favi, e abbassa meno rapidamente la temperatura dell’arnia.La disposizione calda è quella invernale.
Nella posizione a freddo i favi sono perpendicolari alle pareti di fondo e frontale dell’arnia. Con questa disposizione l’aria che arriva dall’ingresso penetra immediatamente tra i favi, senza incontrare ostacoli e raffredda più rapidamente l’arnia. La disposizione a freddo è la disposizione estiva.

La configurazione dell’arnia popolare permette di scegliere a piacimento la posizione a caldo o a freddo.”
(tratto da “L’apicoltura per tutti” – per gentile concessione di Ed.Montaonda, Pag. 154)

Neve su arnie WarréLe arnie DB non sono perfettamente quadrate e questo fa sì che non si possano disporre i favi “a caldo” oppure “a freddo” in funzione della stagione.

L’abbate Warré quando valutò le arnie in commercio negli anni ’40 (le DB sono nate un secolo prima, nel 1860 circa) notò che alcune di loro non potevano essere ruotate di 90° e quindi non permettevano di ruotare i favi all’occorrenza.

8589130471037-frozen-flower-wallpaper-hd[1]Il clima italiano in alcune zone d’Italia è particolarmente mite e la disposizione dei favi è indifferente, ma in molte altre regioni la disposizione “a caldo” potrebbe essere molto utile.

E tu hai mai pensato a disporre in modo diverso i telai ?

Favo fisso o telaino ?

Lo sapevate che l’Abbate Warré previde la sua “arnia popolare” in due versioni ?
Una per la casa: facile da gestire ed economica – a favo fisso.
Una per i professionisti: con maggiore produzione – a telaino.
Nel suo libro “L’apicoltura per tutti”, scrisse infatti:

A un determinato momento avevamo tolto le regine e preparato una forni-tura di sciami. Ma una sera un ordine di 12 sciami venne annullato. Avevo delle arnie vuote per alloggiarle, ma non avevo fogli cerei che per due arnie. Nelle altre arnie mi sono limitato a predisporre degli inviti in cera grezza nella parte alta dei telaini, aiutandomi con il coltello per dare una forma re-golare a questi inviti. Ebbene, ho potuto constatare che su questi inviti le api hanno costruito i loro favi almeno altrettanto rapidamente di come face-vano sui fogli, e che questi favi erano più regolari. Ho dunque continuato a impiegare gli inviti di cera grezza e non ho mai dovuto rimpiangerlo. L’ arnia popolare era nata. Orbene, se le piccole arnie a telaini economizzavano le scorte invernali e facilitavano lo sviluppo della covata in primavera, un’arnia a favi fissi lo fa ancora meglio, perché il suo volume è minore: 36 litri in luogo di 44. Ave-vamo dunque creato l’ arnia popolare a favi fissi. Ho constatato che l’ arnia popolare a favi fissi risparmiava 3 kg di scorte in più rispetto all’ arnia popolare a telaini. Ci trovavamo dunque con due arnie: l’ arnia popolare a favi fissi, arnia perfetta ma non adatta alla grande produzione, perché non permette di servirsi dell’estrattore; e l’ arnia popolare a telaini, assai superiore alle altre arnie moderne, ma inferiore tuttavia all’ arnia popolare a favi fissi, sebbene più adatta alle grandi produzioni.
(tratto da “L’apicoltura per tutti” – per gentile concessione di Ed.Montaonda, Pag. 83)

Metteresti un’arnia Warré nel tuo apiario se potessi ispezionare i telaini ?