Warré: una Ferrari in fuoristrada

Nessuno con un po’ di sale in zucca guiderebbe una Ferrari Testarossa o una Lamborghini Diablo durante una Paris-Dakar; allo stesso modo condurre le arnie Warré come se fossero delle DB è un controsenso.

Ricevo quotidiani contatti da apicoltori che mi scrivono privatamente per sapere come usare quella tecnica “X” in Warrè, come fare il blocco di covata, etc etc e quando cerco di fare capire loro che non possono guidare una Ferrari nel deserto, allora ecco che vogliono cambiargli le gomme, le sospensioni e il motore… il risultato ? E addio api. Quello che succede è che trattano le warre come se fossero delle DB, gli mettono i telai al posto delle barrette, trattano in ogni modo, spostano telai, bloccano la regina e così via. Nessuno poi ottiene i risultati sperati, ovviamente.

L’apicoltura con l’arnia Warré si compone di due aspetti:

  • L’arnia
  • La tecnica apistica

L’arnia

La conosciamo, i dettagli costruttivi sono elencati in questo sito nella sezione come costruire l’arnia warre.

La tecnica

La tecnica apistica è caratterizzata da alcuni aspetti:

  • Limitate ispezioni
  • Limitati trattamenti
  • Assenza di controllo della sciamatura
  • Pochi o nulli interventi umani (scambio di telai, blocco di covata, etc)

Nessuno vuole convincere gli apicoltori comuni che non si debbano fare trattamenti o che non si possa intervenire per salvaguardare la salute delle api, ma la teoria dell’arnia Warrè nasce dall’idea che le api vivono meglio se lasciate in pace e se l’ambiente è più simile al loro rifugio naturale.

Allora il mio suggerimento è il seguente: se volete sperimentare allora fatelo seriamente, ma non fate con le warre ciò che fareste con le vostre DB.

Sperimentare seriamente

Scriverò un post apposito su cosa significa sperimentare seriamente, per ora do solo due elementi chiave:

  1. Non abbandonate le api, anzi tenetele d’occhio più delle DB
  2. Abbiate fiducia nella capacità di adattamento delle api

E mi raccomando, niente Ferrari nel deserto!

(Foto: Nikita Nike)

2018: si comincia (bene)!

La stagione sta per conciare. In Liguria, nella zona del Tigullio, le api hanno iniziato a portare a casa qualche pallina di polline.

La visita di oggi ha rincuorato gli animi perché dal trattamento a base di ossalico sublimato autunnale fino a oggi, le arnie sono state lasciate al loro destino. Le scorte sono state sufficienti, e quel poco di sciroppo male non ha fatto.

La visita di oggi è stata molto semplice, ho sostituito il nutritore aggiungendo un panetto di candito per stimolare la regina a deporre e la famiglia a crescere. Forse però come stimolante sarebbe stato più corretto usare lo sciroppo, ma visto che potrebbe ancora fare qualche giornata di freddo, volevo evitare problemi.

Verso marzo/aprile conto di estendere le arnie e spero in una sciamatura dall’arnia col tetto rosso. Le ho messo vicino un’arnia vuota, con favi costruiti, nella speranza che la nuova famiglia prenda casa li, ma è solo un tentativo.

Sul predellino ho visto alcune api entrare ed uscire con polline, cariche e stanche ci arrivavano appena.. la temperatura è ancora bassa ma loro ci provano. È incoraggiante sapere che anche questo secondo inverno l’abbiamo superato.

La prossima tappa sarà il trattamento estivo che spero di poter fare appena la temperatura sale intorno ai 20ºC e contestualmente estendere le arnie.

Sollevatore per moduli Warré

Una delle più comuni critiche all’arnia Warré riguarda il dover sollevare i moduli per ampliare l’arnia.

Questa operazione richiede un certo sforzo, alcuni risolvono il problema con un secondo fondo per spostare l’arnia direttamente sul nuovo modulo. Altri si fanno aiutare.

Esistono anche dei sollevatori che ci si può autocostruire ma in commercio fino adesso non era possibile trovare un prodotto che fosse di qualità e che durasse nel tempo. Ne abbiamo trovato uno costruito interamente in metallo che permette con una maniglia ed una carrucola di sollevare i moduli piano piano, anche quelli all’interno dell’arnia. Il sollevatore ha la caratteristica di poter inserire la sua forchetta direttamente tra moduli diversi in modo da alzare ad esempio soltanto il melario, soltanto gli ultimi due oppure soltanto gli ultimi tre moduli. Il peso massimo di sollevamento è 100Kg.

Il sollevatore permette anche di inserire una bilancia per soppesare i moduli (e quindi il miele!).

Il costo è di 150€ + 36€ di spedizione.

Per ulteriori informazioni scrivere a info@warre.it

L’abbiamo provato oggi 10 Febbraio 2018 – ecco le foto!

Come potete vedere può anche essere usato per sollevare i moduli intermedi.

Sollevatore Warré apicolturaSollevatore Warré apicoltura

Sul sito di David Heaf trovate altri tipi di sollevatori per arnie Warré.

Smielatura in Warré

Un indiscutibile vantaggio delle arnie DB per la produzione industriale italiana è la facilità di reperimento dell’attrezzatura per smielare grandi quantità di telai. Ciò implica però anche importanti spese per il produttore casalingo che si trova a dover acquistare svariate centinaia di euro di attrezzatura. L’arnia Warré dimostra in questo caso la sua economicità perché la smielatura non richiede alcun macchinario, bastano infatti alcuni accessori casalinghi.

I favi delle arnie Warré non possono essere messi negli smielatori a rotazione, ma bisogna agire a mano o con una pressa.

All’estero esistono però delle reti in cui inserire i favi naturali per smielare a centrifuga, presse, filtri e tutto ciò che serve nei processi industriali.

Un vantaggio che però si ha nella produzione Warré è la quantità di cera che si riesce a produrre che vale al Kg più del miele stesso (nda: siamo a 12€/Kg nel 2017).

Smielatura domestica con pressa