Intro – popolare un’arnia Warré

In questo video introduttivo vi racconto come popolare la Warré da un pacco d’api.

Il primo passo sarà preparare l’arnia con un lenzuolo posto sul predellino di volo.
Poi con uno spruzzino impregnato di acqua e zucchero bagnerò le api e successivamente metterò la regina nell’arnia con qualche ape.
Ultimo passo, rovescerò le api sul lenzuolo e aspetterò che entrino da sole nella Warré.

Nel prossimo video metterò in pratica quello che vi ho raccontato qui  🙂

Permapicoltura in Warré

Frequentando gli orti cittadini ho scoperto tante filosofie sottostanti l’agricoltura, quella intensiva, quella sinergica, quella antroposofica, quella della permacultura, quella biodinamica ed altre ancora.

Anche nell’ambito dell’apicoltura ho visto atteggiamenti diversi, ma il più comunee è l’apicoltura razionale a telaio, finalizzata ad una alta produzione di miele e polline.

Molti apicoltori però sperimentano anche tecniche apistiche diverse tipicamente a barrette top-bar che permettono alle api di  costruire il favo così come fanno di solito in natura.

Cercare di emulare la natura seguendone i modelli organizzativi, applicarne principi ecologici e sinergici e tutte quelle caratteristiche presenti in un ecosistema incontaminato è tipico dell’agricoltura permanente (permacultura), sulla base degli stessi concetti l’argentino Oscar ha coniato il termine permapicoltura ed ha creato la sua arnia cercando di emulare il comportamento in natura delle api.

Emile Warré cinquant’anni prima ha fatto la stessa cosa giungendo praticamente alle medesime conclusioni, realizzando però un’arnia più piccola per dimensioni ma con gli stessi principi di funzionamento.

Non è quindi un caso che in Francia, terra di origine del suo inventore, si usino le arnie Warré in ambito permaculturale.

Incerare i moduli della Warré

Un modo per isolare l’interno dell’arnia e permettere un’ottima dispersione dell’umidità è quello di impermeabilizzare le pareti interne nelle arnie.

Warré non aveva previsto questa specifica attività, forse perché è una cosa aggiuntiva e costosa (la cera costa cara), ma se durante il processo di realizzazione degli inviti sotto le barrette top-bar vi è avanzata della cera, potete usarla per creare un sottilissimo strato isolante nei moduli.

La cera ha due effetti:

  • attira e facilita le api a famigliarizzare con l’arnia
  • permette all’umidità di attaccarsi alle pareti e scivolare sul fondo

La cera viene passata sia sulle pareti che sulle giunture.
Una volta cosparsa col pennello, può essere rimossa la cera in eccesso con una spatola.

E voi, usate questa tecnica nei moduli Warré ? E nelle vostre arnie DB ?

Preparare le barrette portafavo (top-bar)

Il primo passo per allestire l’arnia Warré è predisporre i porta-favo, ecco una piccola guida.

Warré l’abate scriveva:

«Ogni modulo deve contenere otto portafavo. Questi portafavo hanno le seguenti dimensioni: 9 x 24 x 315mm. I portafavo sono fissati sulle scanalature con una piccola punta metallica,  come quelle che usano i vetrai. Questi porta-favo sono poi distanziati di 3,6 cm da centro a centro. Ai lati di ciascuno di essi c’è uno spazio di 1,2 cm per il passaggio delle api. Vi è pure una distanza di 1,2 cm tra il portafavo esterno e la vicina parete. Questo passaggio permette la costruzione completa dei favi.»
(tratto da “L’apicoltura per tutti” – per gentile concessione di Ed.Montaonda, Pag. 85)

Detto più semplicemente: il modulo dell’arnia del popolo ha una “luce” interna di 30cm e all’interno si posizionano otto barrette portafavo (in inglese “top-bar”). Lo spazio tra una barretta e l’altra e le pareti dovrebbe essere secondo Warré di 1,2 cm.

Il processo è il seguente:

  1. Prendere le misure e predisporre i chiodi
  2. Fare gli inviti di cera
  3. Riposizionare le barrette pronte

Le barrette vengono prima posizionate per verificare le dimensioni [Fig.1], poi temporaneamente inchiodate [Fig.2].Successivamente vengono tolte e preparate con gli inviti.

Ecco l’occorrente per preparare le barrette da mettere nei moduli:

  • blocco di cera (bastano 200 gr per 96 barrette = 2 arnie)
  • pennello
  • vecchio pentolino per sciogliere la cera
  • una o due barrette da usare come guida
  • bicchiere d’acqua fredda
  • taglierino/cutter

Per poter mettere la cera col pennello, è necessario avere due barrette: quella su cui creare l’invito e quella da usare come guida. Quella che si usa come guida conviene bagnarla con uno straccio molto umido in modo che la cera non si attacchi alla guida ma solo alla top-bar.

Il numero di pennellate di cera liquida determina lo spessore dell’invito.

Le barrette qui fotografate hanno una scanalatura centrale che può essere usata o per far meglio aderire la cera liquida o per inserire un foglio cereo acquistato e poi fissato con una pennellatina di cera.
Noi abbiamo adottato la tecnica più semplice che richiede l’uso della cera in blocco.

I passi da seguire sono:

  1. sciogliere la cera e tenerla calda (ma non deve bollire, una volta ben scaldata si può spegnere il fuoco perchè rimarrà calda per fare almeno 40 barrette) [Fig.2,3,8]
  2. bagnare con l’acqua la barretta-guida e posizionarla perpendicolarmente alla barretta su cui creare l’invito [Fig.4]
  3. passare col pennello sulla barretta facendo più passate [Fig.5]
  4. aspettare qualche istante, nel frattempo predisporre la seconda barretta
  5. appena asciutta, staccare la cera dalla barretta-guida [Fig.6]
  6. ripetere fino termine delle barrette
  7. con il cutter rifinire le barrette
  8. recuperare la cera tagliata e rimetterla nel pentolino

A questo punto, avendo già messo i chiodini ed avendo tagliato le teste con una tenaglia per permetterne l’uscita, avendo numerato le barrette portafavo ed avendo messo la cera, le barrette possono essere semplicemente posizionate nei moduli.