Aumentare una Warré dall’alto

Come e quando mettere un modulo Warré dall’alto.

La tecnica apistica dell’abate Warré prevede che un’arnia possa essere estesa solo dal basso, secondo la logica  FIFO “first in, first out”. Il primo modulo immesso (sotto) sarà il primo ad uscire (sopra), garantendo così un ricambio continuo della cera dei moduli con una rotazione continua; si mette da sotto e si preleva dall’alto.

Le arnie DB invece usano una logica LIFO “last in, first out”, quindi il melario viene messo sopra il nido e viene estratto da sopra; non vi è rotazione del nido.

La logica FIFO garantisce che nei magazzini, sugli scaffali e nelle arnie non rimangano prodotti vecchi. La logica LIFO garantisce che il prodotto estratto sia sempre il più fresco, a scapito di quelli inseriti prima.

Warré voleva garantire la rotazione dei moduli, il rinnovo della cera e il profumo del miele inserendo i moduli sempre da sotto, ma ci sono dei casi in cui si può fare uno strappo alla regola.

Quando la famiglia è forte, importa tanto e l’arnia è su tre moduli (ha invernato su due, poi ad inizio primavera avete aggiunto il terzo), a metà luglio potreste trovarvi ad avere bisogno di spazio. Allora potrete mettere un modulo in posizione 3 alzando quello precedente alla posizione 4.


A questo punto il modulo in posizione 4 potreste decidere se lasciarlo o estrarlo per il miele. Io ho inserito un apiscampo per Warré tra la posizione 3 e la 4 e tra quindici giorni andrò a raccogliere.


Le api costruiranno favi in posizione 3 ancora per un mese e mezzo circa mettendoci miele mentre l’idea è inventarle ancora su due moduli in cui verosimilmente ci saranno almeno 9-12 Kg di miele.

Francia e Giappone stessa tecnica apistica

A volte ci vuole un po’ di fortuna per scoprire che una gita per salutare un’amica di tua moglie, durante un viaggio turistico in Giappone si rivelerà una scoperta in apicoltura. Il papà dell’amica è infatti un apicoltore hobbista e pratica l’apicoltura tradizionale giapponese.

L’arnia è molto simile nella costruzione e nella condotta alla Warré. Ne avevo già avuto sentore studiando le arnie su internet, ma vederla è tutt’altra cosa!

Come la Warré non usa telai, la giapponese usa solo una croce fatta con fili di bambù trasversali per sostenere i favi.

Le api costruiscono i favi al loro interno e una/due volta all’anno – come in Warré – l’apicoltore preleva il primo modulo in alto  tagliando i favi con un filo lungo il segmento orizzontale, quello con le viti, sotto la finestrella. I moduli sono infatti tra loro distanti di qualche mm per permettere una facile separazione. In Warré le barrette fungono da separatori oltre che da sostegno dei favi.


In comune hanno una condotta priva di aperture periodiche finalizzata a maggior salute per le api e lasciando loro vivere come sono abituate. Il prelievo del miele è fatto con estrema moderazione e l’invernamento viene fatto su due moduli.

E per finire, tre segreti dell’apicoltore giapponese:

  1. Al posto del fumo per far scendere le api nei melari, lui mastica delle foglie di menta e poi con un tubicino soffia aria sulle api;
  2. L’altezza della porticina la tiene bassa così la regina non può uscire e anche volendo no n sciama;
  3. Usa un contenitore di plastica da filtraggio per raccogliere il miele e lo lascia al sole.


Le api sono di razza api giapponesi, quella che chiamiamo “apis cerana” e si riconoscono per i loro ben delineati segmenti colorati regolari (tergiti) sulla schiena.


Le dimensioni dei moduli potete ricavarle dalle due foto qui sotto se siete interessati a costruirne una.

Ultima chicca: lui ci tiene un acchiappa-sciami davanti a due metri di altezza, caso mai sciamassero. Dice che funziona sempre! La particolarità stanell’avere  dimensioni precise per poter essere inserite “così come è” nell’arnia senza scossoni e che ha dei pezzi di corteccia (di ciliegio) perché alle api piace quella superfici per aggrapparsi.

Come popolare di api una Warré

La stagione sta per iniziare e dobbiamo mettere le api nella nostra arnia Warré, come fare ?

Le api si possono ottenere in vari modi, vediamo quindi un breve riepilogo su come trovare le api e le principali tecniche per inserirle nella warré.

Api su telaio

In Italia nella maggior parte dei casi le api sono commercializzate su telai di tipo DB, in particolare si vendono le famiglie su 5 telai (3 di covata con api + 2 di miele + 1 regina, questi numeri possono variare e così anche il prezzo).

Tecnica di inserimento: taglio del favo, adattamento del telaio, inserimento.

Vantaggi: api già abituate con favi già disponibili; scorte e covata già disponibili; facili da reperire sul mercato; facile verificare lo stato di salute delle api guardando i telai; provenienza certa delle api e certificato veterinario.
Svantaggi: i telai ed i favi devono essere tagliati per poterli adattare alla warré; se ci sono malattie nella covata, nella cera o nel legno queste si portano nella nuova arnia; presenza di fogli cerei con cera da verificare.

Pacco d’api

E’ possibile acquistare le api in pacchi, solitamente da 1,5 Kg in un contenitore con dentro una regina (spesso ingabbiata).

Tecnica di inserimento: versare le api nell’arnia e nutrire.

Vantaggi: nessuna necessità di tagliare/smontare i telai e maneggiare i favi; facile svuotare il pacco nell’arnia; si possono acquistare da allevatori di regine e farsele spedire; provenienza certa delle api con certificato sanitario.
Svantaggi: difficile verificare lo stato delle malattie; le api solitamente non hanno miele nella borsa melaria quindi sarà necessario nutrirle; poca propensione a costruire favi.

Sciame naturale

E’ possibile prelevare anche gli sciami fuoriusciti da altri alveari per metterli in arnia ed è anche possibile comprare api di sciamatura.

Tecnica di inserimento: per scuotimento o con la tecnica del lenzuolo.

Vantaggi: alta propensione alla costruzione di favi e al lavoro; ridotta carica di malattie; facilità di inserimento; scorte di miele presenti nella borsa melaria.
Svantaggi: sciami difficili da reperire; difficile verificare le malattie; solitamente non hanno certificato veterinario; propensione alla sciamatura delle regine.

Ecco un esempio di come popolare una warré con uno sciame naturale.