Nutritore Warré: Come funziona ?

Il nutritore warré del libro non mi era subito chiaro nel funzionamento, poi guardandolo e facendo le prove ho capito come usarlo.Ho disegnato in sezione il nutritore sperando di riuscire a spiegarne il funzionamento.

Innanzi tutto il nutritore è un modulo warrè chiuso sul fondo del quale è stato praticato un buco (1) ed a cui è stato incollato un muretto/separatore (2) – vedi disegno della sezione del nutritore.

Buco e separatore si ricoprono con una griglia (3) in modo che le api possano camminare e raggiungere lo sciroppo (4) senza caderci dentro e senza annergaci. La rete impedisce alle api di uscire quando lo sciroppo è terminato, è quindi possibile recarsi all’apiario per riempire i nutritori senza dover aprire l’arnia e senza doversi coprire troppo (anche se è sempre meglio essere prudenti).

Elementi

  1. Ingresso delle api da sotto
  2. Il separatore trattiene lo sciroppo che non cade nel buco di ingresso
  3. La rete metallica permette alle api di camminarci sopra senza cadere nel liquido
  4. Il livello dello sciroppo deve essere più basso dell’altezza del separatore

Vantaggi

  • Economico da costruire
  • Si può riempire senza api intorno
  • Contiene tanto sciroppo
  • Si può lasciare sempre sull’arnia

Svantaggi

  • Non si può usare col candito
  • Le api tentono a propolizzare la rete
  • Se l’arnia non è in piano lo sciroppo non arriva alle api
  • Il modulo deve essere ben impermeabilizzato o lo sciroppo rovina il legno

Barrette con inviti di cera o di legno ?

Come scegliere tra barrette con inviti di legno o inviti di cera

Ho la sensazione di essere l’unico a preparare le barrette con gli inviti di cera in modo tradizionale.

In giro si trovano barrette da Warré fondamentalmente di 3 tipi:

  1. Tradizionale con scanalatura piccola per invito in cera
  2. Trapezoidale con inviti di legno preformato
  3. Tradizionale con scanalatura grande per foglio cereo

Per l’apicoltore pigro il secondo tipo è fantastica perché non richiede alcun lavoro, se non quello del falegname che la prepara. Il costo è ovviamente poi alto per realizzare questa barretta.

La barretta quella che permette di inserire un pezzo di foglio cereo non è una cattiva idea e non richiede molto lavoro. Certo tocca usare cera esterna, acquistata in fogli sperando sia di buona qualità.

Il primo sistema richiede un po’ di lavoro perché ogni volta che si aggiunge un modulo bisogna preparare 8 barrette e fare gli inviti a mano col pennello come spiegato nella pagina Come preparare le barrette portafavo.

W quelle di cera!

Ma esistono vantaggi per le api ? Ebbene sì! Per coloro che popolano le arnie con due moduli mettendo le api da sopra, devono sapere che se usano le barrette di legno trapezoidali le api ci metteranno più tempo a scendere nel modulo inferiore (a volte non scendono neppure) e ciò succede anche quando sopraelevate l’arnia per la primavera! Rischiate infatti che le api non costruiscano e che anticipino la sciamatura perché non riconoscono come “papabili” quelle in legno.

La soluzione ? Una pennellata di cera!

Io comunque ho la netta sensazione di essere uno dei pochi a fare gli inviti a mano!

E voi, che barrette usate ? Come preparate gli inviti ?

Quando è meglio trattare in Warré?

Mi hanno chiesto come misurare il grado di infestazione da varroa per capire quando è il momento di trattare le arnie Warré.

Esistono vari modi per farsi un’idea, uno dei più famosi è quello dello zucchero a velo, quello meno affidabile è l’osservazione delle api a occhio nudo, ma quello più affidabile e semplice è misurare il grado di caduta naturale.

Il video qui sotto spiega bene come fare, ma per chi non capisce il francese ecco il riassunto:

  • Prendete un foglio di carta (tipo A3 o A4)
  • Cospargetelo di grasso o vaselina per renderlo appiccicoso
  • Inseritelo sopra il fondo, cioè sotto il primo modulo
  • Lasciatelo in sede 2-3 giorni
  • Estraetelo e contate la varroa
  • Dividete il numero di insetti contati per il numero di giorni che sono trascorsi dal momento in cui avete messo il foglio

Avete fatto tutto, e siete lì col vostro foglietto tutto storto dall’umidità e con un po’ di sporcizia? Se contate la varroa e… niente, non ci sono cadaverici esseri.. bene, siete salvi, anzi le vostre Warré sono salve.

Se invece avete meno di dieci varroe cadute ogni giorno, meglio non stare troppo tranquilli, ma non serve un trattamento. Se invece avete più di dieci insetti morti sul fondo, allora la riflessione è seria, il rischio è grave e la scelta si fa ardua: lasciare la famiglia collassare o provvedere con un trattamento ? A voi l’ardua sentenza.

Ecco il collegamento al video: comptage varroa.

Warré: una Ferrari in fuoristrada

Nessuno con un po’ di sale in zucca guiderebbe una Ferrari Testarossa o una Lamborghini Diablo durante una Paris-Dakar; allo stesso modo condurre le arnie Warré come se fossero delle DB è un controsenso.

Ricevo quotidiani contatti da apicoltori che mi scrivono privatamente per sapere come usare quella tecnica “X” in Warrè, come fare il blocco di covata, etc etc e quando cerco di fare capire loro che non possono guidare una Ferrari nel deserto, allora ecco che vogliono cambiargli le gomme, le sospensioni e il motore… il risultato ? E addio api. Quello che succede è che trattano le warre come se fossero delle DB, gli mettono i telai al posto delle barrette, trattano in ogni modo, spostano telai, bloccano la regina e così via. Nessuno poi ottiene i risultati sperati, ovviamente.

L’apicoltura con l’arnia Warré si compone di due aspetti:

  • L’arnia
  • La tecnica apistica

L’arnia

La conosciamo, i dettagli costruttivi sono elencati in questo sito nella sezione come costruire l’arnia warre.

La tecnica

La tecnica apistica è caratterizzata da alcuni aspetti:

  • Limitate ispezioni
  • Limitati trattamenti
  • Assenza di controllo della sciamatura
  • Pochi o nulli interventi umani (scambio di telai, blocco di covata, etc)

Nessuno vuole convincere gli apicoltori comuni che non si debbano fare trattamenti o che non si possa intervenire per salvaguardare la salute delle api, ma la teoria dell’arnia Warrè nasce dall’idea che le api vivono meglio se lasciate in pace e se l’ambiente è più simile al loro rifugio naturale.

Allora il mio suggerimento è il seguente: se volete sperimentare allora fatelo seriamente, ma non fate con le warre ciò che fareste con le vostre DB.

Sperimentare seriamente

Scriverò un post apposito su cosa significa sperimentare seriamente, per ora do solo due elementi chiave:

  1. Non abbandonate le api, anzi tenetele d’occhio più delle DB
  2. Abbiate fiducia nella capacità di adattamento delle api

E mi raccomando, niente Ferrari nel deserto!

(Foto: Nikita Nike)